IMGPress – 13/11/2010
(13/11/2010) – L’aspetto essenziale è tornare a volersi bene. Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. “Dinanzi a noi, – prosegue – vanno presentandosi e si presenteranno delle problematiche, delle scelte, delle sfide enormi, di natura economica, produttiva e industriale che coinvolgono e coinvolgeranno, con diffusi riflessi di natura sociale, quasi tutti i cittadini, nelle loro vesti di lavoratori o di imprenditori, nonchè il complessivo sistema Paese nella sua capacità di essere ancora una nazione reattiva e competitiva. A tal riguardo, – continua – per adeguare la capacità decisionale della politica a questioni che esigono soluzioni impellenti, va discutendosi insistentemente e giustamente di riforme, ma per affrontare queste situazioni, la prima riforma dobbiamo farla, prima di tutto, noi italiani dentro noi stessi: dobbiamo tornare a volerci bene. Dobbiamo tornare – sottolinea – a fare squadra, a fare spogliatoio, dobbiamo tornare da Lampedusa a Bolzano, a sentirci una sola squadra, un unico spogliatoio, anche al di là delle inevitabili differenze culturali e sociali e delle legittime simpatie politiche di ciascuno di noi. Solo se saremo uniti e coesi, – sostiene – riusciremo ad affrontare queste sfide con delle probabilità di successo, solo se saremo uniti e coesi riusciremo a sprigionare completamente tutte le nostre potenzialità, tutte le nostre energie e tutte le nostre forze.” “Per tornare a volerci del bene, – osserva – può aiutarci in questa intima riflessione, in questo guardarci dentro che conduca ad una riforma interiore, un certo tipo di politica improntata al bene comune e all’interesse di tutti, così come potrebbe essere molto d’aiuto un nuovo sentimento di amore per la nostra Patria, una riscoperta dello Stato, delle Istituzioni e dei valori istituzionali. Difatti, – conclude – se solo per un istante, ci fermassimo a riflettere sul fatto di essere tutti italiani, allora già nei nostri rapporti interpersonali, potremmo scorgere negli altri, non degli estranei ma immediatamente degli amici, anzi dei fratelli, dei fratelli d’Italia”.

