IMGPress – 18/10/2010
(18/10/2010) – Alla manifestazione della Fiom di sabato c’erano le bandiere rosse e qualcuno ne è rimasto turbato, tanto da voler far apparire la questione degli operai come anacronistica, molto urlata e poco intellettuale, politicamente scorretta, quasi al di fuori dell’alveo democratico. Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità, che aggiunge: Tutta la questione degli operai sin dall’inizio doveva evidenziarsi solo come una questione di sicurezza e di ordine pubblico. Ma il lavoro – prosegue – si compone di imprenditori e di operai, gli operai sono parte essenziale del lavoro come lo sono gli imprenditori. Come sono degne di ascolto le ragioni degli imprenditori, devono esserle altrettanto quelle degli operai. Al momento della sintesi – osserva – sono irrilevanti i colori delle rispettive bandiere, perché gli uni hanno bisogno degli altri, gli uni e gli altri, come le facce di una stessa medaglia compongono con eguale dignità il lavoro. Non ascoltare – sostiene – le ragioni dei lavoratori, far scivolare le ragioni dei lavoratori in un’area di indifferenza e di diffidenza, vuol dire distruggere una parte dell’idea stessa di lavoro, vuol dire alimentare nuovamente e con maggior forza la storica contrapposizione tra capitale e lavoro, tra padroni e operai. Se l’obiettivo – rileva – fosse quello veramente di occuparsi della questione del lavoro in Italia, ci sarebbe invece bisogno che cessasse questa contrapposizione, ci sarebbe bisogno che in un clima di ascolto e di dialogo potesse finalmente delinearsi una visione globale del lavoro, fatta di imprenditori e di operai, uniti e coesi in un programma per il futuro dell’Italia. Pensando – conclude – alla crisi economica in atto, alla difficile situazione occupazionale italiana, e alla futura necessità di approntare delle serie politiche industriali, viene quindi da dire come sia più che mai importante ristabilire un clima di ascolto fondato sulla reciproca legittimazione, un clima collaborativo mirato al bene comune, mirato allo sviluppo complessivo del paese”.

