IMGPress – 30/08/2010

(30/08/2010) – Ha fatto notizia ed è recente il caso di una persona che trascorrerà i prossimi 12 mesi in una cella di un carcere, perchè sorpreso a rubare alcuni bancali di legno vuoti davanti a un supermercato, per rivenderli e trovare i soldi per comprare da mangiare. Lo afferma in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. “Come questa vicenda, – prosegue – di storie simili, di fatti di lieve rilevanza, molte volte anche dettati da situazioni di necessità, nei Tribunali della Repubblica ce ne sono però tantissimi. Probabilmente, – osserva – visto il drammatico sovraffollamento delle strutture penitenziarie, è proprio in questi casi, che dovrebbe trovare collocazione una riforma della pena, da approfondirsi meglio nei suoi aspetti applicativi teorici e pratici: la prestazione del lavoro di pubblica utilità. Per intenderci, – dice Meloni – nella figura del furto può riassumersi sia l’ipotesi dell’impossessamento di una confezione di vino al supermercato, così come l’ipotesi dell’impossessamento di una costosissima autovettura, e ancora ad esempio nella ricettazione può trattarsi di un telefono cellulare cosi come di un quadro di Kandinsky. Nelle situazioni – spiega – di particolare tenuità del fatto, quando il fatto commesso non presenta un grande significato criminale anche in relazione alle sue concrete conseguenze, anziché la reclusione, bisognerebbe poter consentire la prestazione gratuita di servizi per la collettività. Da questa rinnovata situazione, – aggiunge – la società non potrebbe che trarne grande giovamento. Si risparmierebbero – sottolinea – gli ingenti costi inerenti la detenzione, si attenuerebbero in parte le esigenze di costruzione di altri nuovi penitenziari, con relativa e grande economia di risorse pubbliche, e la collettività potrebbe soprattutto avvantaggiarsi gratuitamente di tanti lavori e servizi utili per le sue molteplici esigenze. Si pensi solo – continua – alla possibile utilità collettiva derivante dal lavoro gratuito prestato per 12 mesi e per diverse ore al giorno, nella pulizia degli edifici pubblici, dei musei, dei centri storici o dei nostri siti archeologici e artistici. Infine, – conclude Meloni – anche in un’ottica di sicurezza della cittadinanza, si attenuerebbero in questo modo i rischi dell’aggravamento dei futuri comportamenti criminali, rischi invece assai concreti a seguito dell’esperienza estrema e devastante del carcere.”

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E’ QUANTO AFFERMA IN UNA NOTA GIUSEPPE MARIA MELONI, PRESIDENTE DI CLEMENZA E DIGNITÀ CARCERI: CLEMENZA E DIGNITÀ, TANTA SOFFERENZA INUTILE
E’ QUANTO AFFERMA IN UNA NOTA GIUSEPPE MARIA MELONI DELL’ASSOCIAZIONE CLEMENZA E DIGNITÀ CARCERI: MELONI (CLEMENZA E DIGNITÀ), INTRODURRE IL DIRITTO ALLA SPERANZA TRA I DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO

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