IMGPress – 26/07/2011

(26/07/2011) – Le carceri si sa sono l’inferno. Sono un luogo non accessibile a tutti e come nell’inferno dantesco c’è bisogno sempre di una saggia e sapiente guida per visitarle. In questo caso e per tutto quello che ha fatto per la condizione dei detenuti, ci viene assegnato per il ruolo che fu di Virgilio, un uomo chiamato da lontano, un uomo che dice di chiamarsi Karol Wojtyla. Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. “Entrando, dai sospiri, dai pianti e dalle urla, e poi dai tentativi di suicidio e dagli atti di autolesionismo, – prosegue – effettivamente capiamo subito che siamo giunti proprio all’inferno. Però, – osserva – informandoci su cosa abbiano commesso costoro e vedendoli tutti quanti assieme nel medesimo stato, la prima e superficiale impressione è che non ci siano particolari analogie con l’inferno dantesco. Qui la pena è sostanzialmente identica per tutti, non c’è una legge del contrappasso. Così, – aggiunge – ladri, omicidi, usurai e stupratori, si trovano tutti nello stesso cerchio a patir la stessa pena. Scossi da tanta visione – rileva – decidiamo di riposarci per un attimo in un luogo più appartato e riflettendo capiamo che l’inferno è un’idea religiosa assai vasta, mentre le carceri vanno concernendo soltanto il reato. Capiamo che l’inferno e le carceri sono la stessa cosa, ma l’inferno essendo un’idea prettamente religiosa non può fermarsi al reato ma deve per forza comprendere anche i peccati che reati non sono. Ecco infatti – continua Meloni – che proseguendo il nostro cammino, scopriamo con grande meraviglia, nei pressi di quelle strutture infernali e verso le porte d’ingresso, le sembianze di coloro che non hanno mai commesso alcun reato, sembianze anche di volti noti: politici, giornalisti, giuristi, intellettuali, persino degli ecclesiastici. Alla domanda, – conclude – “ma Voi come siete giunti in questo posto, essi ci rispondono: Siamo coloro che per viltà non hanno mai preso posizione sulla situazione carceraria, siamo quelli che non hanno mai preso posizione dinanzi alle centinaia e centinaia di morti, siamo quelli che non si sono adoperati né a favore e né contro, siamo gli ignavi e siamo quelli per cui nella Divina Commedia sta scritto “Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”

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