Clandestinoweb (www.clandestinoweb.com) – 27/06/2011
Lo sciopero della fame del leader radicale, Marco Pannella, continua a registrare adesioni. Questa volta, ad appoggiare la protesta pacifica, che denuncia le condizioni di vita ‘disumane’ nelle carceri italiane, sono stati i detenuti del penitenziario delle Novate a Piacenza.
Lo ha reso noto il segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria Sappe, Giovanni Battista Durante. Da ieri, alcuni detenuti della sezione maschile del carcere di Piacenza, per dimostrare la loro vicinanza alla causa sostenuta da Pannella e dai Radicali, stanno protestando battendo le pentole contro le sbarre e lanciando nei corridoi i generi alimentari che avevano nelle celle.
Ma i ristretti del carcere delle Novate non sono stati i soli a reagire contro il sovraffollamento, la scarsità di uomini e mezzi negli Istituti di pena. Negli scorsi giorni, infatti, ci sono state iniziative analoghe nelle carceri di Bologna e Reggio Emilia.
Sull’emergenza carceri è intervenuta anche l’associazione Clemenza e Dignità che, in maniera provocatoria, ha paragonato i detenuti ai ‘rifiuti’ che albergano nelle strade di Napoli. Il presidente del movimento, Giuseppe Maria Meloni, attacca la societa’ contemporanea, colpevole di aver assimilato a ‘rifiuti umani’ la popolazione dei penitenziari.
”Coloro che hanno sbagliato, che hanno infranto la legge, molte volte sono considerati dalla nostra società come dei rifiuti da gettare via ha dichiarato Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità – La sorte degli uomini e delle donne detenuti, assomiglia per certi versi proprio all’emergenza rifiuti: una volta tolti dalle strade e dalla circolazione, il pericolo e l’allarme sociale vengono meno, e nessuno s’interessa più di che fine hanno fatto, di come vengono effettivamente trattati nelle discariche. Non esiste – conclude il presidente – una legge che vieti di ammassare o di comprimere dei sacchi d’immondizia nei luoghi a ciò espressamente deputati, ma noi e questa è una domanda veramente per tutti, oltre a considerare impropriamente coloro che hanno delinquito come dei rifiuti, quale autorità abbiamo ed in base a quale legge morale, naturale o positiva possiamo invece consentire a che degli esseri umani, sebbene rifiutati, siano ammassati e compressi nelle celle come sacchi d’immondizia nelle discariche”.

