IMGPress – 06/08/2010

(06/08/2010) – 25,42; 25,43; 25,44; 25,45. Non sono i numeri di alcune datate sentenze di Tribunale, risalenti agli anni ‘40, non sono neanche un articolo e relativi commi di riferimento di un progetto di legge depositato alla Camera. E’ Matteo. Lo afferma in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. Sul dramma delle carceri, così come dell’immigrazione, – prosegue – oltre a una dimensione giuridica, politica, e sociale, sussiste anche una dimensione propriamente religiosa. Nel rispetto per chi professa altre religioni, così come nel rispetto per chi non ne professa alcuna, – rileva – rappresenta, comunque, un dato culturale fondamentale nonché un dato di grande attualità, leggere attentamente e riflettere quanto sta scritto sul giorno del giudizio e in particolare sui malvagi. A tal riguardo e fino al termine – conclude Meloni – lascio direttamente la parola all’evangelista Matteo, che su questo argomento ha già scritto tantissimi anni fa. Perché io ho avuto fame e voi non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato nella vostra casa; ero nudo e non mi avete dato dei vestiti; ero malato e in prigione e voi non siete venuti da me”. E anche quelli diranno: “Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, forestiero, nudo, malato o in prigione e non ti abbiamo aiutato?”. Allora il re risponderà: “In verità, vi dico che tutto quello che non avete fatto a uno di questi piccoli, non l’avete fatto a me”.

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