IMGPress – 11/08/2010
(11/08/2010) – Solo pochi giorni fa, con la triste vicenda di Brindisi, siamo giunti al 40° suicidio nelle carceri italiane dall’inizio del 2010. Lo afferma in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. “Dovendo fare il punto della situazione, – prosegue – c’è da segnalare a chi non ha seguito tutto questo macabro spettacolo, che non si è trattato di una tragedia mentalmente non rappresentabile, non si è trattato di un evento eccezionale, di una tragedia imprevista e non prevedibile. Un morto dietro l’altro, un suicidio o un tentativo di suicidio dietro l’altro, come la scia delle tessere del domino, – sottolinea – hanno accompagnato velocemente tutti questi giorni e tutti questi mesi del 2010. Nessuno – osserva – può dire che non sapeva, nessuno può dire che non poteva immaginare, nessuno può dire che non era possibile prevedere tutto quello che è successo e che sta succedendo. Molti – rileva – hanno fatto finta di non vedere e molti pur avendo chiaramente visto hanno taciuto, magari nel timore di finire in una scomoda e poco redditizia posizione di opposizione, seppure solo intellettuale. Del resto, – dice Meloni – questa è ormai la mentalità corrente, il concetto di bene comune non esiste più, non c’è più margine per un piccolo spazio di imparzialità e di intelligenza critica che consenta ai singoli di battersi anche per ciò che è buono nell’interesse di tutti, per ciò che riguarda tutti gli uomini e magari proprio le ragioni essenziali dell’umano come la vita. Oggi – sostiene – è considerato un bene solo ciò che è nell’interesse di una parte, è un bene solo ciò che è considerato un bene da quella stessa parte a cui si appartiene. A discapito del bene comune, – aggiunge – attualmente un bene generalmente riconosciuto e perseguito è il potere, e il suo presupposto imprescindibile di accesso e di conservazione, ne è divenuto il comportamento di fedeltà incondizionata ai leaders e alle loro idee particolari, una fedeltà che non consente alcuna trasgressione neppure per la ragione del bene dell’uomo e di tutti. Era da tempo, comunque, – conclude – che si diceva che il potere logora chi non ce l’ha, ma in questo caso e per le carceri, con tutti questi morti sulla coscienza, è molto probabile che il potere avrà un effetto logorante anche in chi lo detiene.”

