REDATTORE SOCIALE – 02/08/2010

Roma – Senza fine il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia. A questo, poi, si aggiungono i decessi con decine di suicidi. “Solitamente, quando la notizia e’ diffusa dai media, basta il decesso di un solo essere umano, per richiamare l’attenzione e l’interesse dell’opinione pubblica”. Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignita’, che aggiunge: “Per le carceri, invece, solo nei primi sette mesi del 2010, una infinita’ di morti, 39 suicidi, tantissimi tentativi di suicidio, innumerevoli atti di autolesionismo, e ancora niente, nessuna sensibilizzazione collettiva, e di conseguenza, nessun interesse ad adottare provvedimenti veramente risolutivi per le carceri”.

Sottolinea ancora Meloni come sia “inquietante, perche’ anche nei piu’ scellerati ordini militari di guerra, si stabiliva una precisa proporzione per cui al male patito, dovevano corrispondere, esattamente, tante vite umane del nemico da sacrificare”. E qui “la situazione e’ ancora peggiore perche’ non solo non e’ chiaro ormai quante vite perse di detenuti necessitino ancora per riparare all’ingiustizia complessivamente patita dalla societa’, ma non e’ neanche chiaro quante vite perse di detenuti necessitino ancora per equivalere a quella di un solo essere umano. Di quel solo essere umano- spiega- che deceduto per le cause piu’ disparate, riesce normalmente a produrre una sensibilizzazione all’interno dell’opinione pubblica”. Per Meloni “le nostre carceri oltre ad ospitare veri e propri delinquenti, sono anche e soprattutto dei grandi contenitori del disagio e dell’esclusione sociale, per i tossicodipendenti, i disperati, i matti, i poveri, gli emarginati, gli immigrati e altro”.

“La strada che stiamo intraprendendo- conclude- cosi’ come caratterizzata dalla totale indifferenza verso queste categorie di persone, verso i loro disagi e verso la loro morte, ci sta spingendo dritti dritti verso quella stessa mentalita’ perversa che solamente nel secolo scorso, produsse silenziosamente e indisturbata, la cancellazione di tante vite umane, ritenute a quei tempi ugualmente indesiderabili, inutili e prive di senso”. (DIRE)

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Giustizia: Ass. “Clemenza e dignità”; in carcere tanti morti, ma la società rimane indifferente
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