IMGPress – 05/12/2011
(05/12/2011) – In molti si interrogano sulle conseguenze di questa grave crisi economica per le famiglie italiane, e quindi, giustamente, si discute di consumi e di risparmi, di un diminuito benessere e delle diffusa povertà. E’ quanto afferma in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità, che aggiunge: Tuttavia, c’è un dato sul quale ancora non si proietta adeguatamente una luce forte, e sono le possibili conseguenze di questa grave crisi economica, sugli affetti, sui sentimenti e sui comportamenti all’interno dei nuclei familiari. Questa, però, – osserva – non è in assoluto una mancanza rilevante, poiché anche se non indotti da particolari pressioni mediatiche, sarebbe sufficiente riflettere solo pochi istanti, per immaginare e comprendere da soli, come l’esasperazione generata dalla perdita del lavoro e dalle gravi ristrettezze economiche, possa cagionare la disgregazione di tantissime famiglie, la fine di un numero impressionante di percorsi di vita coniugale. Nell’ambito del procedimento di separazione personale dei coniugi – spiega – e proprio per aiutare le coppie in crisi a ritrovare una possibile via d’intesa, avanzammo, tempo fa, la proposta di introduzione della figura del curatore familiare. La ratio sottesa a tale progetto – rileva – era quella di cercare, effettivamente, attraverso idonee professionalità e strumenti giuridici adeguati, di ricostituire una unità familiare, senza per questo, contestualmente, allungare i tempi previsti per la separazione dei coniugi. Nell’ambito delle iniziative di questa progettualità, – osserva – vi erano, tra l’altro, la possibilità di formale ammenda e pentimento di un coniuge all’altro, la sensibilizzazione dei coniugi su quanto già costruito insieme in un comune percorso di vita, le condotte di ravvedimento e di riparazione del coniuge colpevole, i nuovi propositi e i nuovi impegni personali dei coniugi, da rispettarsi e conformi alla particolare e riscontrata criticità della situazione familiare. Forse ancora non erano dei tempi maturi, ma tutte queste iniziative, senza alcuna esaltazione, avrebbero potuto veramente contribuire a salvare molte famiglie in stato di disgregazione imminente. Ora, stante le gravissime difficoltà in cui versano le famiglie in questo preciso momento storico e stante proprio l’evoluzione del quadro legislativo che nel mentre ha conferito grande importanza alla mediazione in tanti settori della materia civile, gli stessi tempi appaiono essere giusti per rivolgere – conclude il presidente di Clemenza e Dignità – un umile quanto accorato appello alle forze politiche, perché le stesse possano veramente riconsiderare questo progetto del curatore familiare, e se non recepirlo integralmente, attingervi perlomeno degli elementi utili per salvaguardare quel grande bene per la Nazione che è la famiglia: la famiglia unita.”

