IMGPress – 11/04/2011

(11/04/2011) – Chi è più dotato, più capace, oppure semplicemente più motivato, dovrebbe poter riscuotere il giusto corrispettivo, per poi assolvere al più importante e nobile compito di aiutare tutti coloro che per natura o per diverse circostanze non sono purtroppo dotati di tali qualità. Questo discorso cristiano e che risponde oltretutto ad una logica naturale di sviluppo, in Italia è praticamente impossibile, perché in assenza del merito, paradossalmente, è più facile che chiedano aiuto e che debbano essere aiutati coloro che meritano. Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, Presidente di Clemenza e Dignità. Tuttavia, – prosegue – nell’odierna situazione, e a distanza di anni dalla rivoluzione della flessibilità, il problema del merito, così come anche il problema delle garanzie del lavoro e quindi del precariato, hanno perso spessore e sono divenuti secondari rispetto alla questione ormai principale: in Italia c’è sempre meno lavoro. Qualora – conclude – sussistesse una forte e ferma volontà politica, di venire incontro finalmente ai problemi di una generazione di giovani o di ex giovani, risulterebbe inutile intervenire sulla cultura del merito o sugli aspetti propriamente giuridici e contrattualistici del lavoro, se prima non si intervenisse seriamente sugli aspetti inerenti lo sviluppo, ovvero sugli aspetti propriamente produttivi e industriali di questo Paese.

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LAVORO: CLEMENZA E DIGNITA', PROBLEMA PRODUTTIVO
ECONOMIA: CLEMENZA E DIGNITA', LA CRISI CI STA IMMOBILIZZANDO

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