AgenParl – 18/04/2011

(AGENPARL) – Roma, 18 apr – “La paura è un sentimento prezioso che ci aiuta a tenere indenne la nostra vita. Ma se arriviamo al punto di provare paura di tutto è come se fossimo già morti.” Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità. “Una crisi economica, come quella che stiamo vivendo, – prosegue – certamente suscita allarme, ma la politica, da sempre fa leva sui sentimenti, sulle sensazioni intime e nascoste nell’animo, ed attualmente è capace, molto più di una volta, grazie al connubio con i mezzi di comunicazione di massa, di alimentare o di ridurre queste sensazioni”. “Fatto sta – rileva – che in linea generale, noi italiani, ormai abbiamo paura di tutto. Escludendo le evoluzioni inerenti la telefonia mobile, abbiamo un diffuso timore anche del progresso in se per se, fastidio per qualsiasi piccolo cambiamento, addirittura una vera e propria fobia per chi non conosciamo perfettamente di persona, per non parlare poi di chi sbarca povero, affamato e assetato su una nostra spiaggia: insomma per essere sicuri di non essere insicuri, non pochi preferirebbero vivere di ricordi e non uscire mai di casa”. “Questo sentimento di paura, – osserva – ci sta paralizzando, stiamo perdendo la nostra forza che erano le idee, stiamo perdendo la nostra indole naturale di gente aperta, creativa e geniale”. “Senza contare poi – aggiunge – che questo stesso atteggiamento mentale sta avendo anche delle ripercussioni nei confronti delle giovani generazioni. Difatti, nessuno lo dirà mai esplicitamente e le dichiarazioni di principio e ufficiali sono e saranno sempre di segno contrario, ma anche i giovani fanno paura, per le novità e le innovazioni che potrebbero apportare, perchè sono ritenuti meno affidabili e difficilmente gestibili, ai fini dell’esatta conservazione”. “I meccanismi mentali che non sono solo frutto di una esperienza diretta ma più che altro indotti e alimentati da operazioni di persuasione, sono comunque sempre modificabili, perciò – sottolinea – facciamo tutti insieme un piccolo sforzo, liberiamoci subito di queste inutili paure”. “Facciamolo – conclude – perlomeno in conseguenza di una domanda veramente cruciale, ovvero in una società così aperta, fluida e globalizzata, noi italiani, con una mentalità che sta divenendo così chiusa e passiva, con questa paura che ci sta paralizzando le gambe, dove possiamo andare e come possiamo vincere qualche sfida”.

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