Ristretti (www.ristretti.org) – 21/02/2011

 Agenparl, 21 febbraio 2011 

“Per far comprendere l’entità di una tragedia, non può farsi affidamento solo sulla capacità di impressionare propria dei grandi numeri. La matematica può rendere un’idea, ma non può da sola spiegare esaurientemente una tragedia.” Lo afferma in una nota Giuseppe Maria Meloni, presidente di Clemenza e Dignità.
“Nel caso di specie e per le carceri – prosegue – non solo vi è la tendenza ad ignorare gli aspetti propriamente umani della vicenda, applicando la matematica quale principale mezzo cognitivo della realtà, ma si pretende di applicare tale mezzo in una maniera che può apparire anche discutibile: all’inizio di ogni anno, infatti, magicamente si ricomincia da capo, si riparte da zero, ricomincia il conteggio dei morti nelle carceri, come se nell’anno precedente non fosse mai successo nulla”.
“Questo approccio strettamente aritmetico della tragedia, – conclude – non è azzardato ipotizzare sia anche frutto di un disagio e di un profondo senso di impotenza degli operatori e delle associazioni del settore, il cui ruolo, non potendosi immediatamente modificare qualcosa di rilevante del complessivo sistema punitivo, sta sempre più riducendosi, inevitabilmente, a quello del mero contabile”.

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